Quanto grande è il popolo della “Internet of Things”? Tanto grande da creare un certo senso di inquietudine perché destinato ad una crescita esponenziale, da miliardi a decine di miliardi fino a molte centinaia di miliardi di nodi nell’arco di pochi anni. E via via che gli oggetti verranno miniaturizzati tanto più grande diventerà il loro numero. Pensiamo alla tecnologia RFID in grado di realizzare a costi di decimi di centesimo di Euro microscopici radio trasmettitori su carta stampata che già trovano larga diffusione sugli scaffali dei supermercati in progressiva sostituzione delle etichette con codice a barre. Questi microcircuiti possono essere nascosti in una stoffa direttamente in fase di tessitura o all’interno di piccole strutture da parte di stampanti 3D a grande precisione. Potranno un giorno non troppo lontano essere inseriti in protesi temporanee o permanenti dentro il nostro corpo per un monitoraggio costante della nostra salute, dell’efficacia di terapie e di interventi riabilitativi.

I paradigmi di Internet e quello più recente di Internet Of Things (IOT) interpretano magistralmente la tensione della società moderna alla ricerca ossessiva di connessione digitale, continuativa, pervasiva, in ogni luogo e in ogni momento. Connessione fra persone e cose, “Things” appunto.Ecco lo scenario in cui siamo immersi, caratterizzato da un senso di ubiquità virtuale per cui ciascuno, con diversi gradi di coinvolgimento, può condividere esperienze, fatti e situazioni che si svolgono nello stesso istante in luoghi anche molto distanti fra loro. Le Telecomunicazioni accorciano i tempi e le distanze quasi azzerandoli, allargano i confini dei territori di conoscenza, varcano gli oceani e lo spazio.Le Telecomunicazioni consentono la localizzazione di cose e persone in movimento con una precisione incredibile anche negli ambienti più complessi e dinamici.

Nuove tecnologie e applicazioni per la prospezione e la “visione” sotto-superficiale. Una rete europea di università è in campo.

L’ingegnere elettronico e delle tecnologie dell’Informazione potrebbe essere chiamato a mettere in gioco le sue competenze in ambiti assai particolari. Per esempio potrebbe doversi occupare di prospezione sotto-superficiale, al fine di “vedere” cosa c’è nel sottosuolo, magari reperti archeologici (senza pesanti campagne di scavo), oppure inquinanti da bonificare, oppure ancora in campagne umanitarie di sminamento. O anche semplicemente in ambito civile per monitorare strutture in cemento, valutare tubazioni o cavi.

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