Tecnologie dell'Informazione

Sample icon1il programma offre una vasta copertura su tutte le tematiche relative alle Tecnologie dell'Informazione.

In contatto con la ricerca

Sample icon 2I docenti svolgono ricerca relativa ai diversi Insegnamenti e coordinano Progetti Europei su queste tematiche.

Al servizio dello studio

Sample icon 3Ambienti di studio accessibili e progettati sfruttando le nuove tecnologie.

  • World Wide Web

    Può sembrare strano, ma a distanza di ormai quasi trent’anni, l’arrivo di Internet all’Università di Genova è già un ricordo sbiadito, lontano dalla memoria anche di coloro che ne furono protagonisti. Eppure l’evento determinò l’inizio di quello che si sarebbe rivelato un radicale cambiamento nel modo di studiare, fare ricerca e, successivamente, con l’avvento nel 1990 del World Wide Web, nel modo di comunicare e vivere.
    Andiamo con ordine cercando di ricordare le tappe che hanno portato il DIST ad essere tra le prime istituzioni di ricerca italiane collegate ad Internet.
    Nel 1984, nell’allora nuovo edificio sede del Dipartimento, era stato steso il cosiddetto “cavo giallo”, il coassiale su cui far viaggiare i pacchetti dati tra gli allora pochi computer equipaggiati con schede Ethernet: il primo indispensabile passo verso la rete globale era stato fatto.
    Su un fronte diverso, la posta elettronica aveva subito una repentina crescita e numerosi erano gli utenti italiani (si trattava di medio-grandi imprese e di istituzioni scientifiche) che ne facevano uso grazie al “hub” di IUnet (gestito da Joy Marino) basato sull’applicativo “uucp”.

    Publish 1 week ago
  • I droni atterrano a IETI
    I droni atterrano a IETI

    Il corso di "App Multimediali e Internet del Futuro", dalla sua istituzione, ha l'obiettivo di rendere gli allievi capaci a mettere in pratica le conoscenze acquisite nei corsi precedenti.
    Da due anni, il corso si è svolto in modo tale che gruppi di studenti formati da 2-3 studenti proponessero un proprio progetto, sulla base di alcune specifiche, realizzandolo nella forma di un'App per terminali Smartphone basati sul sistema operativo Android.

    Dal prossimo Anno Accademico 2016-17, il corso non cambierà certo nel metodo ma il merito, sopratutto in riferimento al progetto, sarà nuovo. Coloro i quali sceglieranno tale corso dovranno affrontare il progetto completo di una di una piattaforma ad hoc, basata sulle tecnologie della comunicazione e della mobilità, per gestire un drone.

    La piattaforma non solo dovrà prevedere le funzionalità di pilotaggio e le riprese aeree. Il drone dovrà avere funzionalità, ognuna delle quali sviluppata da uno specifico gruppo di allievi, legate all'estrazione di informazione multimediale grazie alla pletora di sensori di cui è fornito.

    Publish 4 weeks ago
  • L’ingegnere "modellista"
    L’ingegnere

    "Comprendere" spesso è sinonimo di "semplificare": per orientarci nella realtà che ci circonda e intervenire efficacemente su di essa abbiamo sovente la necessità di ridurla a schema, di enuclearne gli aspetti essenziali. Questa disposizione naturale dell’essere umano è alla base della professione di chi crea modelli di fenomeni o sistemi fisici allo scopo di analizzarli (ad esempio per capire il funzionamento di circuiti), emularli (ad esempio per simulare neuroni e reti di neuroni e creare intelligenza artificiale), predirne l’evoluzione (ad esempio per prevedere il tempo o l’andamento di sistemi finanziari), controllarne/modificarne il comportamento. Realizzare un modello è un processo complesso: la realtà tende ad essere non lineare e spesso non deterministica, per cui qualunque semplificazione ha limiti di validità che un buon ingegnere deve individuare e tenere presenti per poter progettare o analizzare correttamente un modello. Un altro ingrediente essenziale è l’ottimizzazione, cioè il dedurre il miglior modello possibile a partire da misure sperimentali del sistema fisico.

    Publish 1 month ago
  • Il sogno di Weiser diventa realtà: un esempio concreto

    “Le tecnologie più profonde sono quelle che scompaiono. Si intrecciano con il tessuto della vita di ogni giorno fino a quando non diventano indistinguibili dalla vita stessa.” Queste profetiche parole di Mark Weiser sono state fonte di ispirazione per molti ricercatori e un’importante linea guida per lo sviluppo delle tecnologie del futuro. Oggi, le parole di Weiser sono diventate realtà: grazie a dispositivi indossabili come gli smart-glasses, il sogno futuristico di avere a disposizione uno strumento tecnologico sempre pronto per essere utilizzato è tecnologicamente possibile. Gli smart-glasses sono strumenti dotati di un elaboratore integrato, di un certo numero di sensori (tra cui una telecamera) e un visore, il tutto indossabile come un paio di occhiali.

    La visione artificiale in prima persona (egocentrica) ha aperto un campo di studio completamente nuovo e i ricercatori di tutto il mondo si stanno impegnando per trovare tecniche di elaborazione video in grado di interpretare le immagini acquisite da un’inquadratura soggettiva. Un progetto di dottorato congiunto tra il Dipartimento di Ingegneria Navale, Elettrica, Elettronica e delle Telecomunicazioni (DITEN) della Scuola Politecnica dell’Università di Genova e l’Università Tecnologica di Eindhoven (Technische Universiteit Eindhoven - TU/e) si occupa di sviluppare tecniche innovative per il riconoscimento di azioni da video in prima persona.

    Publish 2 months ago

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